bandIApp.

Guide

Smart&Start Italia: il finanziamento a tasso zero per le startup innovative

Come funziona Smart&Start Italia: chi può accedere, quanto copre il finanziamento a tasso zero, la quota a fondo perduto nel Mezzogiorno, il tutoraggio e le novità del 2026.

Aggiornata a ottobre 2026 · 6 minuti di lettura

Smart&Start Italia è la misura nazionale dedicata alle startup innovative, gestita da Invitalia. Finanzia i piani d'impresa delle startup giovani con un prestito a tasso zero, in parte convertibile in contributo, e offre un servizio di tutoraggio. È a sportello: non ha una scadenza e le domande si valutano in ordine di arrivo finché ci sono risorse.

Chi può accedere

  • Le startup innovative iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, costituite da non più del periodo massimo previsto dalla misura;
  • i team di persone fisiche che vogliono costituirne una, a condizione di costituirla dopo l'ammissione;
  • le imprese straniere che si impegnano ad aprire una sede in Italia.

Il requisito di startup innovativa è quello del Registro delle imprese: l'innovazione va dimostrata con i criteri previsti dalla legge (spese in ricerca e sviluppo, personale qualificato, brevetti o software registrati), non basta dichiararla.

Cosa finanzia e quanto copre

Finanzia piani d'impresa con un programma di spesa compreso fra un minimo e un massimo fissati dalla misura (nell'ordine di centinaia di migliaia di euro): impianti, macchinari, attrezzature, componenti hardware e software, brevetti e licenze, consulenze specialistiche, e i costi di gestione dei primi anni, compreso il personale.

L'agevolazione è un finanziamento senza interessi che copre gran parte delle spese, con una percentuale più alta per le startup costituite interamente da donne o da giovani, o con soci dottori di ricerca che rientrano dall'estero. Nelle regioni del Mezzogiorno una quota del finanziamento non va restituita e diventa di fatto un contributo a fondo perduto. Le regole prevedono anche la possibilità di convertire una parte del debito in contributo quando la startup attrae investimenti nel capitale di rischio.

Le novità del 2026

Nel 2026 un decreto del Ministero delle imprese ha aggiornato la misura, anche per allinearla alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge sulle PMI del 2024. Fra le modifiche annunciate ci sono un tutoraggio esteso a startup costituite da più tempo e condizioni più chiare per la conversione del finanziamento in contributo. Le novità diventano operative con la circolare attuativa di Invitalia: prima di presentare domanda verifica che sia stata pubblicata e quali regole applica.

Come si presenta la domanda

La domanda si presenta online sulla piattaforma di Invitalia con il piano d'impresa, che è il cuore della valutazione: team e competenze, contenuto innovativo, mercato e concorrenza, sostenibilità economica e finanziaria. Invitalia valuta anche con un colloquio con i proponenti. I tempi di istruttoria sono nell'ordine di qualche mese.

Le alternative

Se l'impresa non ha i requisiti di startup innovativa, guarda le misure per le nuove imprese come Resto al Sud 2.0 e Autoimpiego Centro-Nord o ON – Oltre nuove imprese a tasso zero. Molte Regioni hanno inoltre bandi propri per le startup e l'innovazione: li trovi fra i contributi a fondo perduto aperti e i finanziamenti agevolati, regione per regione.

Fonte di riferimento: la pagina della misura Smart&Start Italia sul sito di Invitalia. Percentuali, importi e requisiti in vigore sono quelli del decreto e della circolare più recenti.

Trova i bandi adatti alla tua attività. bandIApp legge ogni notte i bandi degli enti pubblici e ti mostra quelli compatibili con il tuo profilo.

Inizia gratis