Aiuti di Stato: perché esistono limiti e cosa significano de minimis ed esenzione per categoria
Le regole europee sugli aiuti pubblici alle imprese, i tre grandi canali (de minimis, esenzione, notifica) e come incidono su un bando.
Perché un bando ha tante regole su chi può partecipare, quanto può ricevere e per cosa? Dietro a molte di esse c'è la disciplina europea sugli aiuti di Stato. Conoscerla aiuta a capire perché un bando fa certe richieste e perché alcune imprese non possono partecipare anche se hanno un bel progetto.
Perché esistono
Nell'Unione europea la regola generale è che gli Stati non possono favorire alcune imprese con risorse pubbliche, perché falserebbe la concorrenza nel mercato comune. Fanno eccezione gli aiuti che perseguono obiettivi considerati utili: sviluppo regionale, innovazione, ambiente, formazione, occupazione, ricerca.
Quando un sostegno è un aiuto di Stato
Quando è concesso da risorse pubbliche, favorisce selettivamente certe imprese, può incidere sugli scambi tra Stati e falsare la concorrenza. Un contributo a una singola impresa di solito lo è. Un servizio offerto a tutti alle stesse condizioni, o un contributo a un ente senza attività economica, spesso no.
I tre canali
- De minimis: aiuti di importo molto limitato (fino a un massimale su tre anni per impresa unica), considerati non incidenti sulla concorrenza. Non richiedono autorizzazione. Vedi la guida sul regime de minimis.
- Esenzione per categoria (regolamento GBER): un elenco di tipi di aiuto (per le PMI, per la ricerca, per la formazione, per l'ambiente, per le aree svantaggiate) che gli Stati possono concedere senza notifica, se rispettano condizioni, intensità massime e obblighi di trasparenza.
- Notifica e autorizzazione: per gli aiuti importanti o fuori dalle categorie, lo Stato deve chiedere il via libera alla Commissione europea prima di concederli.
Cosa cambia per chi partecipa a un bando
Nel testo del bando trovi indicato il fondamento: "aiuti concessi in regime de minimis ai sensi del regolamento..." oppure "ai sensi del regolamento (UE) n. 651/2014" (il GBER). Questo ha conseguenze pratiche:
- nel de minimis devi dichiarare quanto hai già ricevuto nei tre anni precedenti;
- nell'esenzione per categoria l'intensità dell'aiuto è limitata, spesso più alta per le piccole imprese e per le aree svantaggiate;
- in entrambi i casi si applicano le esclusioni: imprese in difficoltà, imprese destinatarie di un ordine di recupero di un aiuto illegale, alcuni settori sensibili.
Il Registro nazionale degli aiuti
In Italia ogni aiuto concesso è registrato nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA), che le amministrazioni consultano per verificare i massimali e le cumulabilità. Anche tu puoi visualizzare gli aiuti ricevuti dalla tua impresa: è un controllo utile prima di presentare una domanda.
Il cumulo
Più aiuti possono sommarsi sulla stessa spesa solo entro certi limiti. Un bando può escludere la cumulabilità con altre agevolazioni o limitarla. Quando una spesa è già finanziata da un'altra misura, verifica sul bando se puoi chiederne un secondo contributo, e in quale misura.
Come ragionare
Non serve diventare esperti di diritto europeo. Servono due abitudini: leggere la base giuridica indicata dal bando e tenere traccia degli aiuti ricevuti. Con queste, la maggior parte delle dichiarazioni richieste si compila senza sorprese.