Contributi a fondo perduto per le imprese: cosa sono e come trovare quelli aperti
Cosa vuol dire "a fondo perduto", chi può ottenerli, quanto coprono davvero e come trovare i bandi aperti nella tua regione senza perdere settimane fra i siti degli enti.
Il contributo a fondo perduto è la forma di aiuto pubblico più cercata, e per una buona ragione: è denaro che l'impresa riceve e non deve restituire. Proprio per questo è anche la più fraintesa. Non è un regalo senza condizioni, quasi mai copre tutta la spesa e arriva di solito dopo che l'investimento è stato fatto. Capire come funziona ti evita di inseguire bandi che non fanno per te e di perdere quelli che fanno al caso tuo.
Cosa significa "a fondo perduto"
Significa che la somma concessa non va restituita, a differenza di un prestito. In cambio l'impresa si impegna a realizzare il progetto per cui ha chiesto il contributo, a sostenere le spese previste e a rendicontarle con fatture e pagamenti tracciabili. Se il progetto non si realizza, o le spese non sono ammissibili, il contributo si perde o va restituito. Il fondo perduto, in altre parole, è perduto per l'ente che lo eroga, non per chi lo riceve senza fare nulla.
Quanto copre: l'intensità di aiuto
Il contributo è quasi sempre una percentuale delle spese ammissibili, chiamata intensità di aiuto. Se un bando prevede il 50% e il tuo progetto vale 40.000 euro di spese ammesse, il contributo è di 20.000 euro: gli altri 20.000 li metti tu, con mezzi propri o con un finanziamento. Spesso l'intensità cresce per le imprese più piccole, per quelle giovani o femminili e per chi investe nelle regioni del Mezzogiorno. Ogni bando fissa anche un massimale, cioè un tetto al contributo per singolo progetto.
Quando arrivano i soldi
È il punto che sorprende di più chi chiede un contributo per la prima volta. Nella maggior parte dei casi il contributo viene pagato a rimborso: prima sostieni la spesa, poi la rendiconti, poi l'ente paga. Alcuni bandi prevedono un anticipo, di solito garantito da una fideiussione, o pagamenti per stati di avanzamento. Per questo, prima di candidarti, chiediti come anticiperai la spesa: un contributo concesso ma non sostenibile finanziariamente è un problema, non un'opportunità. Approfondisci nella guida su costi ammissibili e rendicontazione.
Chi può ottenerli
Dipende dal singolo bando, ma i filtri ricorrenti sono sempre gli stessi:
- la dimensione dell'impresa: molti bandi sono riservati a micro, piccole e medie imprese (vedi la guida sulla dimensione d'impresa);
- il codice ATECO: alcuni settori sono esclusi per regola europea, altri sono l'unico target del bando (vedi perché i codici ATECO contano);
- la sede: per i bandi regionali conta dove si trova la sede operativa, non la residenza del titolare;
- gli aiuti già ricevuti: molti contributi rientrano nel regime de minimis, che pone un tetto agli aiuti ottenuti negli ultimi tre anni;
- la regolarità: DURC in regola, nessuna procedura concorsuale, nessun debito con il fisco oltre le soglie.
Chi li eroga
I contributi a fondo perduto arrivano da tre livelli. L'Unione europea, direttamente con i programmi gestiti dalla Commissione (Horizon Europe, LIFE, Erasmus+ e altri) o indirettamente tramite i fondi strutturali gestiti da Stato e Regioni. Lo Stato, con le misure del Ministero delle imprese e del made in Italy e quelle gestite da Invitalia. Le Regioni, che sono la fonte più ricca per le piccole imprese: i programmi regionali dei fondi europei finanziano ogni anno centinaia di bandi su innovazione, digitalizzazione, turismo, commercio, agricoltura, energia. A questi si aggiungono le Camere di commercio, con voucher di importo più contenuto, e i Gruppi di azione locale per le aree rurali.
A sportello o a graduatoria
Nei bandi a sportello le domande si valutano in ordine di arrivo finché ci sono fondi: chi arriva prima, con la domanda completa, ha più probabilità. Nei bandi a graduatoria conta il punteggio, e la data di invio non dà vantaggi purché entro la scadenza. Saperlo cambia del tutto il modo di prepararsi: la guida sportello o graduatoria spiega come.
Come trovare quelli aperti nella tua regione
Il problema non è che i contributi manchino, è che sono sparsi su centinaia di siti con formati diversi. bandIApp li raccoglie ogni giorno dalle fonti ufficiali e ne estrae i requisiti. Puoi partire dalla pagina di tutti i contributi a fondo perduto aperti o da quella della tua regione:
- Abruzzo
- Basilicata
- Calabria
- Campania
- Emilia-Romagna
- Friuli-Venezia Giulia
- Lazio
- Liguria
- Lombardia
- Marche
- Molise
- Piemonte
- Puglia
- Sardegna
- Sicilia
- Toscana
- Trentino-Alto Adige
- Umbria
- Valle d'Aosta
- Veneto
Se preferisci un prestito a condizioni agevolate, guarda invece i finanziamenti agevolati aperti.
Gli errori che fanno perdere un contributo
Iniziare la spesa prima della domanda, quando il bando lo vieta (è l'"effetto di incentivazione" richiesto dalle regole europee). Comprare da fornitori collegati o pagare in contanti. Presentare preventivi non confrontabili. Dimenticare la scadenza della rendicontazione, che conta quanto quella della domanda. La guida sugli errori più comuni li raccoglie tutti.
In sintesi
Un contributo a fondo perduto è una quota delle tue spese che lo Stato, la Regione o l'Unione europea si accollano, a condizione che tu realizzi il progetto e lo documenti. Va scelto in base a quanto puoi anticipare, a quanto tempo hai per prepararti e a quanto i requisiti combaciano con la tua impresa. Verifica sempre i dettagli sul testo ufficiale del bando, che fa fede in ogni caso.